Qualcosa inizia a muoversi anche nel mondo “transfemminista”

Invito a leggere questa lunga e interessante riflessione scritta in ottica “transfemminista”, che riprende la vicenda della mostra a san Francisco che invitava alla violenza contro le donne “Terf” per un’analisi. Che scopre che ci sono molte cose che non quadrano, e che quello che io chiamo “il culto trans” puzza di misoginia, anzi di rossobrunismo. Bene così, compagne: un pezzo per volta ci state arrivando anche voi.

Per chi si fosse messo in ascolto solo adesso riassumo alcuni spunti che ho sostenuto in in passato e di cui oggi, con gioia e sorpresa, ritrovo qualche eco anche qui (non sto dicendo che diciamo le stesse cose, ma diciamo non siamo più tanto lontani in quel che diciamo):
che il culto trans non ha assolutamente a cuore il destino delle persone trans ma unicamente l’affermazione di alcuni dogmi ideologici;
che il queer/postmodernismo con la sua tesi per cui qualsiasi narrazione vale un’altra perché i fatti non esistono serve unicamente a sdoganare le narrazioni neofasciste ed omofobiche;
che grazie al queer le fila del discorso sono state prese in mano da maschi eterosessuali che “si sentono” donne che “si sentono” lesbiche che “si sentono” dykes (ma alla fine sono maschi eterosessuali e tali restano, basta vedere come ragionano!), oppure da maschi eterosessuali che “si sentono” diversi e trazgrezzivi perché hanno i capelli viola e quindi vogliono dettare la linea al movimento gay, anzi lgbtqjwoijfowifjapifjasdfksdfkjfgsdjkglòdfjglòdk…

Mi si consenta una citazione della parte finale, che scolpirei nell’oro e metterei sopra il portone d’ingresso di Sodoma e Gomorra:
Allora, chiediamoci criticamente: quando il queer diventa “Whatever”, quando chiunque può appropriarsi delle parole e delle teorie queer ai propri fini – perché tanto “tutto è queer” – forse un problema esiste? Se chi si appropria dell’etichetta genderqueer può dare fiato alle trombe della peggiore misoginia e lesbofobia, forse è arrivata l’ora di fare un ragionamento politico più chiaro, e pensare che il nemico principale delle donne cis E trans, così come delle frocie, è un nemico comune: l’eteropatriacato e i suoi rapporti sociali di potere“.

Applausi a scena aperta!
 
Credo che partendo da queste basi possiamo trovare un terreno comune di dialogo per rifondare i movimenti femminista ed lgbt, lavorando su ciò che ci unisce, e lasciando fuori, al suo triste destino maschile eterosessuale e patriarcale, chi è fra noi solo per affossarci meglio.

7 pensieri su “Qualcosa inizia a muoversi anche nel mondo “transfemminista”

    1. Scusami, ho letto entrambi i documenti, e La collaborazione col Family Day quale sarebbe? Stai forse parlando di Matteo Renzi, che diede la formale adesione al primo? Capisco. Ma lui che c’entra col movimento lgbt?
      O stai dicendo che non dovevano farsi intervistare? E perché no? Sai forsi nominarmi un solo medium di sinistra disposto a farlo? Stai parlando con uno che dopo aver preso posizione contro la GPA si vede chiudere una porta dietro l’altra. Mi va bene, coerenza con le proprie idee significa pagare per le proprie prese di posizione. Ma dire, a sinistra non puoi parlare perché le tue idee sono sbagliate, a destra non puoi perché sei un traditore, vuol dire solo, non devi parlare. Non facevi prima a metterla così? Era più chiaro, e più semplice.

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    1. Sì, gli zii Tom esistono in tutti i mondi, quindi anche nel nostro. Ma ti invito a pensare in quale misura anche il pensiero queer non faccia parte di tale atteggiamento. Per esempio, sulla questione del matrimonio gay la pensa esattamente come “Tempi”, che è di estremissima destra, (completamente contrario) pur dando motivazioni fantasiosamente diverse. Ma in politica conta il risultato finale, non le giustificazioni che gli dai.

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  1. Non facciamo le vittime. L’anno passato Daniela Danna ha pubblicato un libro contro la Gpa per Laterza, che è un editore di sinistra. Repubblica ha dato ampio spazio agli appelli anti-Gpa. Non parliamo neppure di come Monica Ricci Sargentini parla di Gpa e temi trans sul Corriere.La scelta di parlare su Tempi (organo della peggiore destra clericale) mostra che c’è stata una coordinazione fra gli integralisti religiosi e una parte del femminismo italiano: lo stralcio della stepchild è stato il frutto avvelenato di questa efficace campagna politica.Si è alzato il costo politico dell’approvazione della stepchild e i politici hanno scelto la strada più comoda e meno divisiva. http://www.repubblica.it/politica/2016/09/26/news/appello_di_50_lesbiche_contro_l_utero_in_affitto-148575784/

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  2. Renzi è un politico opportunista: personalmente , se costretto a scegliere, fra l’integralista religioso e l’opportunista preferisco l’opportunista.

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