Maschi o mafiosi?

La sparata della Murgia che paragona il nascere maschio al nascere figlio di mafioso (anche se sei personalmente innocente, comunque trai profitto dalle attività illecite di babbo) è sbagliato per mille motivi.

Screenshot_2018-11-29-11-52-01-357_com.facebook.katana.pngLa Murgia dimentica infatti intenzionalmente che lo stesso vale per figlie e mogli, che tipicamente oltre tutto nelle famiglie mafiose abbiamo visto partecipare attivamente (e non passivamente) alle attività, per l’appunto, famigliare. Il neoliberismo della Murgia le impedisce di capire i modi sociali di ragionare ed agire come entità famigliari (tipici dell’anteguerra anche in Occidente) anziché come individui privati di qualsiasi legame sociale (come il neoliberismo ci vuole, per averci più mobili, secondi le mutevoli esigenze del mercato).

Il problema della Murgia (e di chi concorda con lei) è proprio questa sua adesione all’analisi neoliberista e libertariana, che concepisce solo individui e basta.
Se esistono discriminazioni, è per via di una cosa che si chiama “privilegio”. Che mette lacci e lacciuoli alla libera azione del mercato, che se lasciato agire senza di essi creerebbe la società giusta, in cui ciascuno ha esattamente quel che merita.

Né Murgia né coloro che si dicono d’accordo con lei tengono in minima considerazione il privilegio di classe, che non è mai neppure definito come tale. Una donna bianca che possiede uno schiavo nero, avrà pure il white privilege, mentre lo schiavo nero a sua volta avrà il male privilege, per carità, ma una volta checked i rispettivi privileges, lo schiavo con il suo privilegio maschile ci si può pulire il… Eccetera. Esistono privilegi che sono più privilegianti degli altri, e l’incapacità di leggerli nella loro gerarchia effettiva (quello di classe è più potente di quello di genere, ecc.) è una deliberata strategia per impedire di parlare del privilegio più potente di tutti : quello della classe sociale.

Questo è il limite di tutte le analisi della sinistra di impianto americano, inclusa quella piddina. Il privilegio di classe non rientra mai nell’equazione. E deliberatamente.

Non è infatti che tale “privilegio” non venga visto, sia chiaro, tuttavia esso non è visto come un problema, bensì come l’esatto contrario: esso è visto come l’obiettivo a cui tendere. Calvinisticamente, esso è visto come il premio per la virtù, come la prova della predestinazione, come lo scopo a cui dobbiamo tutti tendere.
Non a caso la sinistra dem va oggi forte in quella piccola borghesia urbana da cui nacque il predestinazionismo calvinista. (Contrariamente alla tesi di Weber, lo spirito del capitalismo nascente inventò l’etica protestante, e non l’inverso, come giustamente dimostrò il purtroppo meno noto Trevor-Roper).

Ed essendo una giustificazione del privilegio di classe, la narrazione della sinistra dem è in rotta in tutto il mondo come conseguenza dell”esplodere della contraddizione di classe creata da due decenni di accrescimento della diseguaglianza sociale.
Ovviamente la sinistra dem non vuole ammettere le proprie colpe. Ed attribuisce la propria rotta alla “marea fascista” montante in tutto il mondo.
Cosa che la Murgia, guarda tu il caso, ha appena fatto con il suo ridicolo fascistometro.


“Tout se tient”.

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3 pensieri su “Maschi o mafiosi?

  1. Definire la Murgia neoliberista mi pare un po’ avventato, comunque non mi sembra che lei abbia inteso quello che scriveva. Sei io nasco in Occidente, anche se non sono il proprietario di una multinazionale, anche se compro prodotti equosolidali, godo comunque dei privilegi del colonialismo e dell’imperialismo. I soldi che spendo, anche per adottare un bambino africano a distanza, me li procuro o me li sono procurati attraverso un sistema economico fondato sull’ineguaglianza. Uno dei più grandi fraintendimenti del marxismo è credere che l’oppresso sia innocente in quanto oppresso. Ogni oppresso è anche oppressore di qualcuno, e ciò valga sia per i privilegi economici sia per quelli di genere.

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  2. Quale sillogismo conduce dalla constatazione che oppresso e oppressore possano convivere nello stesso individuo alla conclusione che l’oppressione non esista? L’oppressione esiste eccome, ma certamente non divide il mondo in colpevoli e innocenti. D’altronde, quante volte noi stessi froci abbiamo sostenuto che le velate e gli omofobici non sono soltanto espressione dell’oppressione eterosessuale, ma anche vittime della stessa?

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