Per la legge sull’omotransfobia

Il problema che sorge ogni volta che si discute (specie con etero, prevedibilmente) della nuova proposta di legge contro l’omotransfobia, è che molte, troppe persone credono che odiare sia un diritto politico. Di cui temono di essere spogliate, evidentemente.

Certo, esiste il diritto all’odio. Io odio il neoliberismo, lo sfruttamento, la violenza…
Chi non odia profondamente la violenza non può combattere efficacemente contro la violenza. Eccetera. Quindi sì, odiare è un diritto.
Ma, notate, stiamo parlando di odiare idee ed atti.

Nessuna legge, nessuna sentenza, nessun principio filosofico autorizza invece nessuno a odiare una persona per ciò che è.

Dall’Illuminismo in poi è nata l’idea che i Diritti umani sono assoluti, non relativi. Non si meritano, si hanno.
Io li possiedo per il fatto di essere nato. Li possiede anche l’assassino o il reo.

Se ci fate attenzione sono proprio le correnti che vorrebbero distruggere le radici illuministe della cultura occidentale a ritenere un “diritto”, se non un dovere, deumanizzare l’avversario politico fino a poterlo odiare non solo legittimamente, ma anzi doverosamente. Magari per altissimi princìpi morali.

Da un lato la destra vandeana in tutti i suoi rivoli: dal clericalismo assolutista al nazifascismo. Dall’altro la sinistra assolutista in tutti i suoi rivoli: dai nipotini di Stalin e di Pol-Pot ai Social Justice warriors.
Due fazioni che, a parole nemiche, si rispecchiano l’una nell’altra per il medesimo intento di “trattare gli altri come mezzo anziché come fine”.

Questa mia affermazione non implica che i cosiddetti “Diritti dell’uomo” siano perfetti. Ad esempio, la critica marxista ha notato da lungo tempo che essi non fanno mai parola del diritto a non morire di fame. Una dimenticanza non certo casuale, e non certo trascurabile, che rivela la radice borghese e capitalista della cultura che li ha prodotti. Il lavoratore DEVE morire di fame, per poter accettare i rapporti di sfruttamento capitalistici.

Tuttavia, non appena si esaminano le alternative, ci si accorge che sono talmente devastanti (dai lager ai gulag) che un saldo ancoramento nelle radici illuministiche resta imprescindibile.

Chi strilla che la legge antiomofobia serve solo a limitare il diritto di opinione e di parola sta infatti *intenzionalmente* cambiando le carte in tavola. Chiunque ha, e deve potere avere, il diritto di pensare e dire che l’omosessualità, oppure l’eterosessualità, oppure la bisessualità, non gli/le piace, non l’interessa e non l’attira. Questo è ok.
Lo stesso vale pure per dire, che so, che l’eterosessualità oppure l’omosessualità è una scelta sbagliata. Per quanto ciò sia ridicolo (se non: patetico) a dirsi, si tratta pur sempre di un’opinione legittima, per quanto stupida, ma comunque liberamente manifestabile.

Ma.

Ma l’odio verso un essere umano per il solo fatto che sia quel che è (donna, nero, gay, povero, rom, trans…) non è una opinione, e soprattutto, non è un diritto, è non lo è mai stato.
Ed è su chi sostiene l’opposto che incombe l’onere della prova.

Un pensiero su “Per la legge sull’omotransfobia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...