Sul diritto al dissenso

Ieri è iniziato un altro processo in Inghilterra contro un ex poliziotto, contro cui la polizia (sic) aveva aperto un fascicolo per crimine d’odio, per avere scritto tweets sarcastici contro la proposta di riforma del Gender recognition act (GRA), la legge che regola il cambio di sesso anagrafico nel Regno Unito. La proposta chiede che, a differenza di quanto avviene oggi, per il cambio di sesso diventi sufficiente una semplice autocertificazione, senza nessun filtro da parte di psicologi o medici. (La questione ha serie ricadute legali, in quanto il sesso è una delle caratteristiche protette nella legge antidiscriminazione inglese).

Questo è il terzo processo attualmente in corso contro la tattica (deplatforming) di proibire qualsiasi dibattito sul tema, attraverso censura, licenziamenti, revoca degli spazi di riunione, chiusura dei siti web, denunce, interventi polizieschi, usata contro chiunque esprima posizioni critiche. (Intanto però la riforma del GRA è stata rimandata perché ha sollevato un vespaio).

Qui di seguito un riassunto del caso, pubblicato su The Guardian, un giornale che si è sempre espresso a favore della riforma del GRA (specie attraverso il giornalista Owen Jones, che è gay, è simpatico quanto Matteo Renzi, ed è su posizioni queer ultra-oltranziste) : https://amp.theguardian.com/society/2019/nov/20/police-transgender-rules-breach-right-to-free-speech-court-told

Se volete affrontare le intricacies di un processo celebrato secondo il rito inglese, qui di seguito c’è il live tweeting. A mio parere inizia in modo piuttosto confuso, anche per colpa di chi sta scrivendo i tweets, ma a metà, quando il giudice interagisce con l’avvocato della polizia (defendant) contiene concetti sia interessanti che importanti.  https://twitter.com/WeAreFairCop/status/1197097643622699008?s=19

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Il giudice ha esperienza nel tema della libertà di espressione ed ha subito impostato in questo senso il dibattito, chiedendo fra l’altro esplicitamente all’avvocato della difesa ( = la polizia) da dove abbia preso la polizia l’autorità per andare a cercare a casa le persone per le opinioni espresse su Twitter. Ha commentato molto negativamente la risposta che si trattava di una circolare interna, osservando che se è davvero così, allora la polizia si è arrogata abusivamente un diritto (decidere in quali casi sia legittimo limitare la libertà di parola) che spetta esclusivamente al Parlamento.  La situazione del dibattito nel Regno Unito si sta evolvendo e, insisto, continuare a dare spazio alle posizioni lunatiche non farà altro che moltiplicare i casi di contraccolpi come questo.  Io personalmente sono favorevole alla “piccola soluzione” (cambio di sesso anagrafico anche senza interventi medicalizzanti) ma non all’autocertificazione senza il vaglio di professionisti esperti, quindi l’idea stessa che sia lecito mandare la polizia a casa di chi dissente dalla riforma del GRA mi puzza di “psicopolizia” di “1984” da lontano un miglio.  Inoltre registrare come crimine d’odio incidenti come questo, porta a un’esplosione del numero dei crimini d’odio, che inflaziona e contraddice il motivo per cui vengono registrati: monitorare la situazione *reale*.  Come giustamente ha osservato il giudice, il fatto che qualcuno si sia sentito “offeso” per il tweet di un limerick non costituisce un crimine d’odio. Aggiungendo che *la libertà di espressione riguarda proprio le idee offensive*, non certo quelle conformiste su cui tutti concordano. *Nessuno ha il “diritto” di non sentirsi offeso per le idee altrui*, ha affermato.

 

In conclusione, la mia opinione è che sta diventando sempre più evidente a tutti, e importantemente a un numero crescente di persone trans, la natura di vicolo cieco della posizione secondo cui i diritti civili delle persone trans sono conseguibili *soltanto* attraverso la lesione dei diritti costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini, e in particolare dei diritti delle donne.

Un pensiero su “Sul diritto al dissenso

  1. Si preoccupano tanto dei cosiddetti ” crimini d’odio”, e poi lasciano libero il terrorista ergastolano con pena ridotta a sei anni. Il braccialetto elettronico è stato efficacissimo. Complimenti.

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